Vanessa solo 11°

PECHINO - Vanessa Ferrari si piazza all’ undicesimo posto chiudendo le Olimpiadi con una certa delusione. La aspettano mesi di guarigione dalla tendinosi che le ha impedito di prepararsi adeguatamente per Pechino. Ma in questo periodo la giovane ginnasta di Brescia dovrà soprattutto ritrovare le motivazioni, avendo fallito ai Giochi soprattutto dal punto di vista caratteriale. Anche l’ultima apparizione ha registrato un grave errore, l’ottavo tra qualificazioni e prova del podio ( l’allenamento sulle pedane di gara ).
Vanessa inizia bene, terza dopo la prima rotazione. ( Ignorata dalla tv cinese, che preferisce soffermarsi su atlete che si sfilano le bende dalle mani e attendono il punteggio) , la Ferrari è però premiata dalla giuria con un 15,600 che la piazza appena alle spalle della romena Steliana Nistor (15,975 alle parallele) e dell’americana Shawn Johnson (15,875 volteggio). Ottima sesta anche Lia Parolari, 15,125 alla trave.
Vanessa ripropone quel “salto raccolto avvitato” che le era costato la caduta nelle qualificazioni, per fortuna questavolta senza sbagliare.
Ma l’errore è da lì ad un passo: nel corpo libero - il suo pezzo forte -. Il suo esercizio a Pechino è accompagnato da un medley pucciniano, l’inizio strumentale è tratto dalla Tosca (”E lucean le stelle”), la parte centrale cita Madama Butterfly, la chiusura è ancora affidata al “Nessun Dorma”.
Ma la sicurezza di Vanessa Ferrari non è più quella di un tempo. A sorpresa l’azzurra propone quel rischioso “Tsukhara avvitato” che senbrava aver cancellato dal suo programma. L’azzardo paga, ma Vanessa, incredibilmente, sulla diagonale successiva sbaglia mettendo le mani a terra per non cadere. Il pubblico lancia un “oohhh” di disappunto, la giuria assegna un pesantissimo 13,950, che fa precipitare la ginnasta al 14° posto.
La gara è definitivamente compromessa, al comando passa la cinese Yang Yilin davanti all’americana Nastia Lukin, che balza poi in testa alla terza rotazione davanti alla cinese ed alla Johnson, la favorita che punta tutto sull’ultima esercizio al corpo libero, ma per raggiungere la Lukin deve ottenere uno stratosferico 16,125: non ce la fa, ma per gli Stati Uniti è doppietta.
Una parziale rivincita dopo aver perso entrambe le gare squadre. Prima la Lukin, figlia di un ginnasta russo avversario di Jury Chechi, seconda la Johnson davanti alla Yang. La Parolari è quattordicesima. Il volteggio (14,700, sedicesimo punteggio) e le parallele (15,200, 11°) consegnano alla Ferrari un undicesimo posto finale su cui riflettere a lungo.
Preferiamo vederla vincitrice nel ottobre 2006 ad AARHUS (DANIMARCA)
nel filmato qui sotto :
MR.CIUCCIO














